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Foto ricordo del primo Festival del Giallo di Sesto Fiorentino

E’ difficile raccontare le emozioni suscitata in questo primo Festival del Giallo di Sesto Fiorentino al quale il Club del Giallo ha partecipato con alcune proposte legate alla provincia. Molti i protagonisti dell’edizione 2024 tra cui anche Giampaolo Simi, Barbara Perna, Marcello Simoni, Marco Malvaldi e l’atteso (da moltissimi anni) Antonio Manzini con il suo ultimo “Tutti i particolari in cronaca” edito da Mondadori. E il Club del Giallo è stato doppiamente protagonista, mentre il pubblico si divertiva e applaudeva Manzini. E così sintetizziamo questa settimana dal 10 al 17 febbraio con una foto che rende l’idea (g.c. libreria Rinascita)

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La provincia ha un cuore noir al primo Festival del Giallo

Tra il 10 e il 17 febbraio si è svolto a Sesto Fiorentino “Dalla parte del Giallo. Festival di letteratura noir” che ha visto la partecipazioni di scrittori   tra i più acclamati e di successo nel panorama nazionale. Biondillo, Cerone, Simi, Vichi, Gori, Manzini, Simoni, Malvaldi sono stati accolti in modo caloroso dal pubblico  sestese.

Molto piacevole è stato anche l’incontro del 13 febbraio, curato dal Club del Giallo, dedicato ad autori che portano avanti la loro attività  tra Firenze e Prato,  per così dire “in provincia”.

Barbara Carraresi ha parlato di “Romanzo doppio” (Le due coscienze e Il gioco del quindici)  scritto insieme al padre, Andrea Carraresi: si tratta di un testo che vede come protagonista  Cesare Maremmi, un efficiente maresciallo  inviato a San Vincenzo a comandare la locale Stazione dei carabinieri.

 Renato Campinoti ha illustrato il personaggio di Caterina Romei, giovane agente della Questura fiorentina,  protagonista di Non mollare Caterina: una poliziotta dal carattere fortealle prese con una difficile, pericolosa indagine su pedofili che dispongono di coperture e amicizie “eccellenti”.

Con Paolo Dapporto e il suo Taca la bala buho di ‘ulo siamo tornati indietro nel tempo, al quartiere di Rifredi degli anni Cinquanta: al centro della narrazione l’Unione Sportiva dove si pratica il calcio giovanile con grande passione ma in cui già cominciano a circolare piccoli “squali”, allenatori-procuratori senza scrupoli, come un equivoco soggetto, Francesconi detto “Il Pisa” (è lui che, rivolgendosi ai giocatori, usa l’espressione ispano-labronica che dà il titolo al romanzo…).

Infine Stefano Moretti è intervenuto per presentare Omicidio in Borgo Ognissanti, un giallo dalla trama solida e nel contempo molto divertente. La lettura è particolarmente godibile grazie alla voce narrante, quella del protagonista, Dante Tressette, un praticante avvocato in uno studio legale di Firenze. In apparenza Tressette sembra un giovane un po’ superficiale e svagato; in realtà dimostra di avere stoffa da vendere per diventare un agguerrito penalista.

Nelle intenzione del Club del Giallo quello del 13 febbraio dovrebbe essere il primo di alcuni incontri dedicati – nel corso del 2024 – agli autori che vivono nella provincia fiorentina. Peraltro  iniziative simili sono già state fatte in passato (ad esempio al Teatro della Limonaia nell’estate del 2022 e nell’ambito dei programmi di Sesto TV).  Ormai da anni infatti sono emersi scrittori che hanno vinto importanti premi e realizzato pubblicazioni di grande interesse nel campo della “letteratura di genere” e non solo in quella, scrittori che meritano spazio e attenzione. 

Al Festival del Giallo si racconta la provincia

Non so se nasce in provincia, ma certo il giallo ha molta confidenza con la provincia. E così il Festival del Giallo di Sesto Fiorentino ha voluto dedicare un incontro proprio ad autori locali per narrare una provincia dai contorni polizieschi. Ecco cosa hanno in comune “Non mollare Caterina” di Renato Campinoti, “Omicidio in Borgo Ognissanti” di Stefano Moretti, “Taca la bala” di Paolo Dapporto e “Il gioco del quindici” di Barbara Carraresi, oltre alle storie gialle, poliziesche sono soprattutto storie di provincia. Quando la provincia si tinge di giallo questo genere letterario supera ogni barriera affrontando temi diversi e anche sociali, facendo rivivere la memoria o raccontando i luoghi. “La provincia in giallo” è in programma martedì 13 febbraio alle 18 alla Libreria Rinascita: Riccardo Parigi, scrittore e consigliere del Club del Giallo, dialogherà con Renato Campinoti, Barbara Carraresi, Paolo Dapporto e Stefano Moretti. 

Parte col botto il Festival del Giallo

E’ iniziata scoppiettante la prima edizione del Festival del Giallo a Sesto Fiorentino di cui il Club del Giallo è uno degli organizzatori insieme al Comune di Sesto Fiorentino, alla Biblioteca di Sesto Fiorentino e alla Libreria Rinascita. Sabato 10 febbraio alla Libreria Rinascita l’assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino Jacopo Madau ha aperto il Festival e dato il via ad un incontro sul giallo che ha visto la partecipazione dell’associazione Giallo di Pistoia, del Gatto Nero di Viterbo e del Club del Giallo. I paartecipanti hanno dialogato con lo scrittore sherlockiano Enrico Solito. 

Giallo in jazz è stato il secondo appuntamento di questa anteprima festivaliera che ha visto dialogare gli scrittori Gianni Biondillo, Gian Andrea Cerone, Leonardo Gori e Marco Vichi sulle musiche jazz della scuola di Musica Bartoletti di Sesto Fiorentino.

Il festival ritornerà martedì con alle 18 alla Libreria Rinascita con “La provincia in Giallo” a cura del Club del Giallo: Riccardo Parigi dialogherà con Renato Campinoti, Barbara Carraresi, Paolo Dapporto, Stefano Moretti. 

Mercoledì 14 febbraio alla Libreria alle 18 Giampaolo Simi presenterà il suo libro “Il cliente di riguardo”, giovedì 15 febbraio alle 17.15 Sarah Savioli presenterà il suo libro “Selvatici” e alle 18.30 Antonio Manzini presenterà “Tutti i particolari in cronaca”.

Venerdì 16 febbraio alle 17 Maurizio De Giovanni in collegamento alla Libreria leggerà Il cando del mare, omaggio ad Andrea Camilleri, mentre alle 17.30 Annabella Abbondante Il passato è una curiosa creatura è il libro di Barbara Perna che presenterà alla Libreria. Alle 18.30 sarà la volta di Andrej Longo che presenterà “La forma dei sogni”.

Alla Biblioteca Ragionieri alle 21.15 si terrà il Delitto in biblioteca testo di Enrico Solito regia di Alessandro Brandi.

Sabato 17 febbraio si chiuderà il festival con tanti appuntamenti, l’ultimo sarà alle 18 alla Libreria con Marcello Simonii che presenterà “La taverna degli assassini”.

Premiazione della nona edizione di Giallo Fiorentino

“Delitti con incipit” è il titolo della raccolta dei 10 racconti selezionati della nona edizione del concorso “Giallo Fiorentino” organizzato dal Club del Giallo di Sesto Fiorentino che ormai da anni dedica il concorso allo scrittore scomparso prematuramente Luca Bandini. A differenza degli anni passati, in questa edizione, i concorrenti dovevano partire da un incipit creato dal giornalista e scrittore Gigi Paoli. L’incipit era questo “Aprì con cautela la porta ed entrò nel grande salone spoglio della villa abbandonata: cercò di sconfiggere il buio che inghiottiva il soffitto, abituando gli occhi alla penombra che lo avvolgeva, poi iniziò lentamente a salire la grande scalinata di legno marcio dell’atrio. Non sapeva cosa avrebbe trovato al piano di sopra. E di sicuro, pensò più tardi, non lo avrebbe mai immaginato”. E i concorrenti dovevano continuare con una storia poliziesca. I partecipanti anche in questa edizioen sono stati molti e qualcuno è arrivato anhe da fuori Italia. Sabato 28 ottobre alle 17.30 nel salone della Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino si è tenuta la cerimonia di premiazione alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Sesto Fiorentino Jacopo Madau, di Francesca Albano della Libreria Rinascita Ubik di Sesto Fiorentino (che ha messo a disposizione il primo premio) di Lia Bogliolo presidente sezione soci Coop Sesto Fiorentino-Calenzano (la Coop ha messo a disposizione il secondo premio, mentre il terzo è stato messo a disposizzione dalla Farmacia Ragionieri di Sesto Fiorentino). La presidente del Club del Giallo Sandra Nistri dopo i ringraziamenti alla giuria, ai concorrenti e a Stefano Rolle editore di Apice Libri che ha pubblicato i racconti selezionali, ha svelato i nomi dei tre vincitori e degli altri sette racconti selezionati. Ecco la classifica con una curiosità: il primo premio è andato a  Erica Lamprecht con il racconto Conto alla rovescia. Lamprecht è arrvata di Klagenfurt, italiana vive con il marito in Austria. Secondo posto è andato ad Antonio Di Carlo con il racconto “Il guardiano”, terzo posto Paola Gho con “Maremma”. Gli altri selezionati sono: Andrea Carraresi con “Mannaggia”, Stefania Audino con “La Rosa di Leonardo”, Marco Bertoli con “Un omicidio per Giacomo”, Giuliana Perini con “Un inizio che spacca ex aequo”, Cristina Biolcati con “Gotha in giallo”, Fabrizio De Sanctis con “L’alibi perfetto” e Ilario Giannini con “Vuoti di memoria”. 

L’edizione numero 9 del concorso si è contraddistinta anche dalla collaborazione del Club del Giallo con In Frigo Veritas una cooperativa sociale che ha prodotto bellissimi gadget come tazze, spille e magneti.

Tra poco uscirà la decima edizione di Giallo Fiorentino e sarà una novità.

 

Nella Tomba della Montagnola con Sir Arthur Conan Doyle

Martedì 4 luglio, nell’ambito della rassegna “Le notti dell’Archeologia” promossa dalla Regione Toscana, sarà possibile visitare il tumulo etrusco La Montagnola al tramonto, un’occasione arricchita dalle letture di alcuni brani tratti da Il terrore del Blue John Gap di Arthur Conan Doyle, a cura di Monica Bauco.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Pro Loco di Sesto Fiorentino, prevede inoltre la presentazione del nuovo apparato didattico che illustra il sito archeologico: in prossimità del tumulo sono stati installati alcuni nuovi pannelli con informazioni sulla tomba e sui reperti ritrovati al suo interno. Uno dei pannelli è di tipo tattile, pensato per la fruizione da parte di utenti con disabilità visiva. E’ inoltre disponibile un’audioguida in lingua italiana e inglese che è possibile ascoltare semplicemente inquadrando il QR code presente sui pannelli.
Interverranno alla presentazione Jacopo Madau (Assessore alla Cultura del Comune di Sesto Fiorentino), Valentina Leonini (Funzionaria Archeologa presso la Soprintendenza ABAP), Andrea Arrighetti (Socio fondatore e archeologo della società SISMA srl), Laura Giolli (Presidente della Pro Loco di Sesto Fiorentino).
L’appuntamento è alle ore 19.30 presso l’ingresso del tumulo, in Via Fratelli Rosselli 67.
A seguire, per chi lo desidera, sarà inoltre possibile partecipare ad una cena etrusca presso il Bar Le Fornaci di Doccia (per prenotazioni tel.3386779157).

In vacanza con i consigli di lettura di Riccardo Parigi

Vi state preparando alle vacanze? Cercato un libro da leggere? Ecco i consigli di lettura di Riccardo Parigi.

Consigli di lettura

Stefano Cosmo, Dentro la gabbia, Marsilio 2023.

Il trentenne Moreno Zanon torna nella sua città, Marghera, dopo che per molti anni ha girato il mondo, spostandosi soprattutto tra Thailandia e Brasile. Zanon è un campione di “Mma”, arti marziali miste, una disciplina molto violenta che viene combattuta all’interno di una gabbia. Disciplina violenta, certo, ma regolata da precise norme nell’ambito del professionismo internazionale.

Le arti marziali sono state la salvezza per Zanon: in gioventù, a Marghera,  ha imboccato la strada della malavita; ne è uscito grazie all’aiuto di Giovanni, un operaio sindacalista, ma soprattutto una persona generosa che gestisce  una palestra dove i ragazzi possono trovare un’alternativa al mondo dello spaccio e delle rapine. Non è stato altrettanto avveduto il fratello di Moreno, Marco, che è finito in carcere per gravi reati.

Ora Zanon, che è conosciuto nell’ambiente agonistico come il “Barba” ed è ricoperto di tatuaggi, ha l’occasione della sua vita: può misurarsi proprio in Italia con un fuoriclasse di Mma, l’irlandese O’ Connor, e tentare di conquistare una borsa estremamente consistente. 

Accade però un evento che manda in frantumi i progetti e le speranze del protagonista.  Marco viene gravemente ferito in prigione: ha fatto uno sgarro a un boss, Paolo Trabacchin, e se non paga i suoi debiti verrà di sicuro ammazzato. Zanon si sente perciò costretto a fare qualcosa per il fratello, a prendere contatti con  Trabacchin, che non è un malavitoso di mezza tacca: “Era stato un pezzo grosso della Mala del Brenta, un esperto rapinatore, e aveva gestito un paio di bische clandestine a Marghera quando il videopoker era ancora fantascienza” (p.17). 

Trabacchin, uscito da molto tempo di galera,  continua a mandare avanti floride attività criminali che hanno a che fare con i centri di accoglienza e lo sfruttamento degli immigrati; controlla pure il gioco d’azzardo nelle carceri (ecco perché Marco è finito nei guai con lui) e non disdegna di organizzare  giri di scommesse su  tremendi incontri di kickboxing. Non c’è da stupirsi dunque che in pratica costringa Moreno a battersi in una di queste arene clandestine dove però non vige alcuna regola, tutti i colpi sono ammessi. Il Barba accetta per aiutare il fratello a estinguere i debiti, ma anche perché è pressato dal maresciallo Di Ciolla che ha un antico conto aperto col mafioso e vuole chiuderlo usando Zanon come una sorta di infiltrato. Aggiungiamo soltanto – non s’intende anticipare troppo – che molte  sorprese  attendono Moreno in questa difficile impresa, alcune assai più dolorose delle mazzate che riceve dagli avversari…

Stefano Cosmo si è avvicinato alla scrittura, secondo quanto afferma nella nota finale, grazie ai consigli e incoraggiamenti di Massimo Carlotto. Ha evidentemente sfruttato anche le sue esperienze  lavorando “nel sociale come operatore di strada” e in quanto “appassionato di sport da combattimento”. 

In effetti sa descrivere con efficacia cosa può succedere “dentro la gabbia”, una gabbia  in cui non è presente un arbitro, non vengono rispettate le categorie di peso, non ci sono round e dunque l’incontro termina solo quando uno dei due contendenti soccombe. Ma quelli della lotta sono in fondo i momenti meno originali del romanzo: la mente dei lettori, o almeno di molti lettori, corre al filone cinematografico incentrato proprio sulle arti marziali che ebbe enorme successo tra gli anni Settanta e Novanta.  Si ha la sensazione in molti punti che debbano all’improvviso irrompere, in un singolare contesto veneto, Jean-Claude Van Damme e il  gigantesco combattente thailandese Ton-Po de Il nuovo guerriero,  oppure  Bruce Lee alla ricerca di un bàcaro.

L’aspetto che colpisce maggiormente di questo noir è piuttosto l’ambientazione. Forse per la prima volta Marghera diviene lo sfondo principale di un romanzo di genere. Attraverso le vicende drammatiche di Moreno Zanon ci si addentra nella realtà di quello che è stato uno dei più grandi poli industriali italiani ed europei: una realtà degradata, dove crescono  gli attriti sociali, la disoccupazione, la delinquenza organizzata. Eloquenti a questo proposito alcune riflessioni del protagonista: “Nonostante gli anni passati a girovagare per il mondo, una connessione indissolubile mi legava alla mia città, e di sicuro non dipendeva dalla bellezza. Per quella c’era Venezia … Marghera era il suo lato oscuro, ma più profondo, intriso di un’umanità forgiata da lotte operaie, licenziamenti, povertà, droga, crimine e voglia di rivalsa. Era stata illusa e violentata dalle multinazionali, picchiata, abbandonata ma non si era arresa. E non si era scrollata di dosso il proprio ingombrante passato. Nonostante tutto, però, resisteva” (p.249).

Insomma, anche Marghera “dentro la gabbia”.

Leonardo Gori, La libraia di Stalino, TEA 2023.

Dicembre 1941. 

Bruno Arcieri capitano del SIM, l’intelligence dell’Arma dei Carabinieri, viene inviato dal suo comandante sul fronte russo. A Stalino, in Ucraina, è stata intercettata una spia che comunica con gli inglesi e  va fatta tacere a tutti costi.

Ecco dunque che Arcieri si trasferisce da Roma nelle immediate retrovie dell’immensa zona di combattimento (nell’attuale oblast di Doneck, regione anche in questi giorni sanguinosamente contesa…). Deve indagare soprattutto all’interno dell’ospedale militare perché, a quanto pare, la radiotrasmittente che manda messaggi alla “Perfida Albione” si trova nascosta in quell’edificio o nei paraggi. 

La missione di Arcieri è anche una lotta contro il tempo dal momento che la clamorosa, in apparenza travolgente avanzata verso est dell’esercito tedesco e delle truppe italiane si è arrestata: l’ “Operazione Barabarossa” – messa in moto nel giugno del 1941 – segna il passo e si teme una controffensiva dei russi.

Tra il 21 e 29 dicembre il capitano si immerge completamente in una realtà disperata, si fa un’idea niente affatto superficiale di come funzionino il Comando italiano e in particolare l’Ospedale militare, giudica in che condizioni viva la popolazione locale. In particolare entra in contatto con i medici e i chirurghi che con straordinario coraggio e spirito di sacrificio svolgono il loro compito affrontando una situazione difficilissima per quanto riguarda le risorse e la logistica (mancano farmaci essenziali come i sulfamidici e le morti di soldati per infezione in seguito a ferite non si contano). All’interno di questo gruppo spicca la figura di colui che dirige l’ospedale, il colonnello Pitigrilli.

L’ufficiale, che rimarca subito di non avere rapporti di parentela col celebre romanziere (e informatore dell’Ovra), manifesta un carattere a dir poco eccentrico, non nasconde il suo antifascismo e le simpatie verso Stalin, eppure è tollerato almeno fino a quel momento dalle alte gerarchie dell’esercito e della politica: Pitigrilli ha infatti formidabili competenze professionali e ha dimostrato di sapere gestire una realtà – quella appunto dell’ospedale militare – che ben pochi sarebbero in grado di reggere sulle proprie spalle. Il colonnello permette di ricoverare e curare anche civili, e di fatto molti abitanti di Stalino hanno fraternizzato con medici e infermieri. 

Fin dal loro primo incontro il colonnello spiega con schiettezza ad Arcieri come  stanno le cose: “ «Non pensi troppo male, capitano», disse Pitigrilli, con voce cavernosa. Tossiva, forse era malato.

«Cosa dovrei pensare?».

«Se lei è qui per verificare eventuali voci sulla nostra condotta morale […] può tranquillizzare subito i bacchettoni di Roma».

Arcieri aggrottò la fronte: «Condotta morale?»

«C’è un via vai di visitatrici. Prima venivano solo per i loro uomini ricoverati, vecchi e ragazzi. Ma poi…ho lasciato fare […] La presenza femminile, la semplice presenza della donna, non significa necessariamente sesso. La gentilezza, il sorriso, sono ancora più importanti» (p. 45).

Al centro di questa complessa rete di rapporti e relazioni c’è Irina: bella, intelligente, decisa,  è la figlia del vecchio Sergej che per moltissimi anni ha tenuto aperta l’unica libreria di Stalino. La donna aiuta Arcieri nella sua missione, lo accompagna per le strade del paese guidando uno dei pochi mezzi disponibili, un camion di fabbricazione sovietica utilizzato di solito per trasportare i cadaveri: è l’allucinante “carro dei morti” dotato di un unico, enorme fanale.

Irina fa visitare al capitano la libreria che suo papa, come lo chiama affettuosamente, ha curato con appassionata dedizione fino allo scoppio del conflitto.  È uno dei punti più belli e intensi del romanzo: “Salirono pochi scalini, poi lei spinse una porta e si trovarono in una vasta sala, con le pareti piene di libri. Non si distinguevano bene, le coste sembravano tutte nere, per la scarsa luce. Ma non era completamente buio,  come in una stanza chiusa. Arcieri alzò la testa stupito. Vide passare degli uccelli, contro il cielo scuro, forse dei corvi. Quella sala piena di libri non aveva il soffitto” (p. 196).

Irina sa il pericolo che corre se i sovietici riconquistassero la città, sarebbe perseguitata e uccisa come tante altre donne che hanno intrattenuto rapporti col “nemico”. In realtà la giovane gioca un ruolo significativo – ovviamente non aggiungiamo altro su questo punto – nella missione affidata ad Arcieri, il quale avrà modo di ottenere  informazioni su fatti sconvolgenti, fatti occultati in una sorta di vaso di Pandora…

Ribadiamo quanto detto in diverse occasioni: etichette come “spy story” o “thriller storico” stanno ormai strettissime ai romanzi di Leonardo Gori e  possono apparire addirittura fuorvianti. Si tratta di “roman roman” – come avrebbe specificato Simenon – testi che descrivono, con un vigore narrativo scevro da enfasi e stereotipi, la complessa, coinvolgente avventura umana di un uomo, Bruno Arcieri, e di riflesso lo spaccato di un’epoca segnata da miserie indicibili, orrori terrificanti e nel contempo da atti di coraggiosa consapevolezza. Azioni che indicano la capacità, da parte di molti uomini a lungo lusingati o comunque influenzati dal regime,   di fare precise, indifferibili scelte di campo.

Vi piace scrivere storie noir o gialle? Ecco il concorso che fa per voi

L’associazione Il Club del Giallo, in collaborazione con la Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino e la biblioteca “Ernesto Ragionieri” di Sesto Fiorentino e con il patrocinio del Comune di Sesto Fiorentino, indice il nono concorso nazionale di narrativa “GIALLO FIORENTINO (NUOVO FORMAT).

Il concorso è aperto a tutti i maggiorenni.

Le opere dovranno arrivare entro il 31 luglio 2023 alle ore 13.

1. Le opere dovranno essere inedite (non è esclusa la partecipazione o segnalazione ad altri concorsi ma i racconti non dovranno mai essere stati pubblicati, neanche on-line), in lingua italiana e avere una lunghezza massima, inderogabile, di 20mila battute (incipit fornito compreso) con carattere Times New Roman corpo 12.

  1. Si può partecipare con un solo elaborato.
  2. I racconti dovranno appartenere al genere giallo nell’accezione più ampia (noir, mistery,

thriller), essere ambientati in Toscana e non dovranno essere stati premiati in altri concorsi. Gli elaborati dovranno iniziare con il seguente incipit creato dal giornalista e scrittore di libri gialli, editi per i tipi di Giunti, Gigi Paoli: “Aprì con cautela la porta ed entrò nel grande salone spoglio della villa abbandonata: cercò di sconfiggere il buio che inghiottiva il soffitto, abituando gli occhi alla penombra che lo avvolgeva, poi iniziò lentamente a salire la grande scalinata di legno marcio dell’atrio. Non sapeva cosa avrebbe trovato al piano di sopra. E di sicuro, pensò più tardi, non lo avrebbe mai immaginato”.

4. Verranno premiati i primi tre racconti, sono previsti attestati e la pubblicazione per i primi dieci racconti. La giuria si riserva di segnalare racconti particolarmente meritevoli.

  1. Ogni concorrente è responsabile di quanto contenuto nel testo inviato.
  2. Per la partecipazione al concorso non è prevista alcuna quota d’iscrizione.
  3. I concorrenti devono inviare i loro racconti esclusivamente in formato elettronico (doc, rtf,

txt) entro il 31 luglio 2023 pv all’indirizzo di posta elettronica giallofiorentino@gmail.com. Sul testo del racconto non dovrà essere riportato il nome dell’autore né alcun altro segno di possibile riconoscimento. I dati anagrafici, un recapito telefonico, un indirizzo e-mail dovranno essere invece

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indicati nel testo della mail che sarà letta solo dalla segreteria e non sarà a conoscenza dei membri della giuria.

8. La proclamazione dei vincitori e la premiazione si terrà nel mese di ottobre pv. La sede, la data e le modalità dell’iniziativa saranno comunicate via mail a ogni premiato. I premi saranno consegnati personalmente ai vincitori o persone delegate e non saranno spediti.

  1. I materiali inviati non saranno restituiti.
  2. I racconti saranno giudicati da una giuria tecnica composta da scrittori, giornalisti e

professionisti del settore. Il giudizio della giuria è insindacabile. La giuria si riserva il diritto di assegnare degli ex-aequo.

11. Gli scrittori si assumono ogni responsabilità sui contenuti e sull’autenticità delle opere presentate ed autorizzano gli organizzatori al loro utilizzo per scopi promozionali, culturali e commerciali. L’organizzazione, a proprio insindacabile giudizio, non prenderà in considerazione materiale che contenga elementi che violino la legge e i diritti di terzi o messaggi pubblicitari di alcun tipo.

12. Ogni partecipante esprime, ai sensi della Legge 196/2003 (e successive modifiche), il consenso al trattamento e alla comunicazione dei propri dati personali, nei limiti e per le finalità della manifestazione.

13. La partecipazione al premio implica la completa accettazione del presente regolamento.

14. I primi dieci selezionati riceveranno una comunicazione diretta, via mail, pur senza l’indicazione della graduatoria finale che sarà annunciata solo in sede di premiazione.

  1. Gli autori premiati sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione.
  2. È prevista la pubblicazione per i primi dieci racconti e per quelli segnalati dalla giuria e

premi per i primi tre classificati.

17. Segreteria del concorso: giallofiorentino@gmail.com

I quiz del Club del Giallo alla Notte Bianca in Biblioteca

Lo sapete per dove è stata girata la serie tv La Signora in Giallo? E conoscete il nome dell’Ispettore Morse? Ve la sentite di giocare con i libri gialli e le serie tv poliziesche? Si? Allora l’appuntamento è a mezzanotte e trenta di sabato 27 maggio alla Biblioteca Ragionieri. Il Club del Giallo, infatti, partecipa alla Notte Bianca in Biblioteca promossa dal Comune di Sesto Fiorentino e per quella notte ci si potrà divertire con i quiz gialli, in squadre o da soli, in palio, e non poteva essere altrimenti, ci sono tanti libri tutti del Club del Giallo. 

Vi aspettiamo: sabato 27 maggio alle 00.30 alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino.

Walter Veltroni presenta “Buonvino tra amore e morte” alla Rinascita

Buonvino questa volta dovrà fare i conti con i propri sentimenti, l’indagine sull’attentanto subito da Veronica sarà anche un modo per riflettere sulla vita e sulla morte. “Buonvino tra amore e morte” è il titolo dell’ultimo giallo scritto da Walter Veltroni con protagonista il commissario Giovanni Buonvino del Commissariato di Villa Borghese a Roma. Veltroni presenterà il suo libro sabato 18 marzo alle ore 18 alla Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino. Prenotazione cal numero 055440107.