Quel fascino di The Chelsea Detective, il nuovo ispettore della serie tv britannica

Non so voi, ma io sono stata conquistata dalla nuova serie tv di Giallo Canale 38. Si tratta di The Chelsea Detective. E’ un crime drama con un investigatore insolito, a volte burbero e solitario, un po’ retrò, ma molto Green (si muove in bicicletta). Lui, il nuovo detective è l’spettore Max Arnold che vive in un barcone sul fiume e ascolta musica classica. Ha un modo tutto particolare di indagare e lo fa con la sua partner il sergente Priya Shamsie. Nel quartiere di Chelsea a Londra non ci sono solo belle case e belle persone, ma si annidano forme di violenza e omicidi atroci ad Arnold e Shamsie il compito di indagare e scoprire il colpevole.

La prima serie che vediamo su Canale 38 è composta da quattro serate in prima visione il lunedì.

Ad interpretare Max Arnold è l’attore britannico Adrian Scarborough, mentre Priya Shamsie è interpretata da Sonita Henry.

L’arrivo di don Massimo (Bova) in Don Matteo 13 convince e vince

Convince e vince. Don Matteo, anzi don Massimo convince e vince. La parata dei “belli e impossibili” stravince alla prova dell’auditel. Stiamo parlando di “belli” quegli attori bravi, ma anche di fascinosi e “impossibili” pensati in un certo ruolo che, invece dimostrano di essere più che all’altezza. E in questo caso l’attenzione è catalizzata da Don Matteo 13 che accoglie a braccia aperte (del pubblico) l’arrivo di don Massimo il nuovo prete della cittadina umbra dopo che non sappiamo anora bene perchè don Matteo (Terence Hill) è dovuto andare via velocemente chiamato a chissà quale incarico. Don Massimo è interpretato da Raoul Bova (sguardo fascinoso, capelli sale e pepe spettinti, si muove tra le anche strade di Spoleto a cavallo di una moto proprio come Christopher Brittney che nella serie della BBC Grantchester interpreta il parroco con il “chiodo” e alla guida di una moto il reverendo Will Davenport). In questo Don Matteo 13, don Massimo somiglia molto a al reverendo Will Davenport non solo per il fascino e per l’atteggiamento “da duro” (dovuto anche al suo passato di carabiniere nei corpi speciali), ma anche per l’utilizzo della moto e del rapporto con i personaggi che ruotano attorno a don Matteo-Hill. Però il pubblico è contento e il nuovo volto del parroco di Spoleto piace. Lo dice l’auditel: Don Matteo 13 ha interessato 6.486.000 spettatori pari al 31.1%. Convince e vince. Questa new entry ha portato ad uno “svecchiamento” della serie TV diventata melassa per famiglie pigre. Ieri sera don Massimo ha convinto. Finalmente qualcosa di nuovo anche se di antico.

Patrizia Rinaldi racconta Blanca e le ninas viejas

Il mondo di Blanca, la poliziotta non vedente è stato raccontato da Patrizia Rinaldi la creatrice del personaggio che dall’autunno scorso è diventato protagonista di una fiction di successo “Blanca”, appunto, trasmessa su RaiUno e interpretata da Maria Chiara Giannetta. Patrizia Rinaldi, scrittrice napoletana è stata ospite venerdì 11 marzo della Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino per un nuovo incontro della rassegna “Dalla parte del Giallo” in collaborazione con il Club del Giallo. Patrizia Rinaldi ha raccontato come è nata Blanca, con il primo libro nel 2004 e l’approdo in tv. Il pomeriggio è stato dedicato alla presentazione dell’ultimo giallo di Rinaldi “Blanca e le ninas viejas” edito da e/o. Rinaldi ha raccontato la nascita di questa storia costruita come fosse un lungo tango. “Anche se non so ballarlo” ha chiosato Rinaldi. E la scelta di avere come protagoniste ragazze “viejas”. “Nel tango – ha raccontato Rinaldi – è la meritocrazia che conta e le ballerine più in là con gli anni sono quelle che hanno una conoscenza maggiore del ballo e una migliore capacità di coinvolgimento. Sono le migliori”. Non si è, invece, sbilanciata sul prossimo lavoro che la vedrà scrivere insieme a Massimo Carlotto. Alla domanda: se la sua Blanca è cambiata dopo quella televisiva, Rinaldi ha risposto “no, mi piace molto quella della Tv e ritengo Maria Chiara Giannetta molto brava, ma continuerò a scrivere della mia Blanca”.

Massimo Carlotto a “Dalla parte del Giallo”: dall’Alligatore al Francese, il noir come giornalismo d’inchiesta

Un ottimo riscontro di pubblico ha avuto il primo incontro della rassegna “Dalla parte del giallo” organizzata dal “Club del Giallo” e dalla Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino. Né poteva essere altrimenti dal momento che il 10 febbraio è intervenuto Masssimo Carlotto, uno dei maggiori rappresentati del noir italiano.

Intervistato con bravura e competenza da Elena Andreini e Rosalba Cellai, lo scrittore ha parlato del suo ultimo romanzo, Il francese – a cui abbiamo accennato in una recente newsletter -, e ha allargato il discorso a quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale di un noirista: trasferire a livello narrativo l’attività svolta dal giornalismo d’inchiesta. Per affrontare il tema della prostituzione, della riduzione in schiavitù di moltissimi donne, Carlotto ha lavorato di fatto per mesi,  raccogliendo testimonianze e facendo ricerche sul campo.

Nel corso dell’intervista ha tenuto a sottolineare che porta avanti ricerche e inchieste di questo tipo da oltre vent’anni, il che gli ha permesso di descrivere  come sia cambiata la malavita organizzata in questo lungo arco di tempo, o  come sia riuscita ad adattarsi perfettamente alle trasformazioni della provincia veneta.

Rispondendo alla domanda di una spettatrice, Carlotto ha ricordato anche l’impegno profuso da un gruppo di scrittori – il decano può essere considerato il formidabile Loriano Macchiavelli – per rivendicare l’importanza della letteratura di “genere” e combattere i pregiudizi avanzati da una parte della critica.

A nostro giudizio, ascoltando Carlotto e leggendo romanzi come Il francese, possiamo dire che la battaglia è stata vinta su tutta la linea.

Riccardo Parigi

Jo Nesbo, “Gelosia”: quando l’ossessione diventa noir

Ho appena terminato di leggere l’ultimo libro di Jo Nesbǿ “Gelosia”. Avevo letto molti suoi libri, di solito molto voluminosi, con protagonista quello strano ispettore Harry Hole, e mi erano piaciuto molto per come riusciva a coniugare la trama, le caratteristiche particolari del personaggio e una visione critica del suo Paese. Non avevo mai letto, come succede con Gelosia, suoi racconti, anche molto brevi come in questo caso. Devo dire che sono rimasto molto piacevolmente colpito dalla qualità, anche in questo caso, delle trame e, ovviamente, della scrittura. Adoperando anche lui la tecnica classica del racconto, di rovesciare cioè, nel finale le aspettative costruite nella narrazione, Nesbo ci fa conoscere personaggi poco “normali” per farci aprire gli occhi su un mondo di cui troppo spesso sappiamo cogliere solo le cose ordinarie, pur sapendo che sotto la superficie, come direbbe il grande King, c’è roba che puzza e che a qualcuno (allo scrittore in primis) tocca portare in superficie. Non è un caso allora che, come ci informa la quarta di copertina, già di tre di questi sette racconti, sono stati acquistati i diritti per la riproduzione cinematografica. Se questa maledetta ondata di Covid ce lo permetterà, sarà un vero piacere andare al cinema!

Racconta un Giallo in 30 secondi: i vincitori e i protagonisti di un insolito concorso in biblioteca

Federico Pelliccioni di Firenze, ha vinto la prima edizione del concorso “Racconta un Giallo in 30 secondi” che si è tenuto alla Biblioteca Ragionieri di Sesto Fiorentino il 29 novembre scorso. L’appuntamento è stato organizzato proprio da noi del Club del Giallo.

L’evento è stato inserito nel programma delle iniziative di Autunno di libri e ha visto la partecipazione di 8 concorrenti che si sono esibiti davanti a due giurie: una rock (composta da scrittori, librai, attori e ricercatori) e l’altra pop (composta da appassionati lettori di gialli) raccontando in soli 30 secondi la trama di un libro giallo classico. Federico Pelliccini ha narrato coinvolgendo il pubblico “Trappola per topi” di Agatha Christie, mentre al secondo posto si sono classificate pari merito Barbara Carraresi con una sua originale e particolarissima riduzione in 30 secondi di “Dieci piccoli indiani” sempre di Agatha Christie e Silvia Bandini che ha raccontato “Violette di marzo” di Philip Kerr, terzo classificato Marco Lascialfari che ha sintetizzato “I milanesi ammazzano al sabato” di Giorgio Scerbanenco.

Gli altri concorrenti sono stati: Antonio Di Carlo con “Ragazze smarrite” di Marco Vichi, Paolo Dapporto con “Assassinio sull’Orient-Express” di Agatha Christie, Stefano Niccoli con “Morte a Firenze” di Marco Vichi, Stefano Rolle con “Il falcone maltese” di Dashiel Hammet.

Alcuni concorrenti hanno scelto di non rivelare subito il titolo del libro e il nome dell’autore e far giocare il pubblico.

Ai vincitori è stato consegnato un attestato, a tutti sono stati donati libri e gadget del Club del Giallo.

 

L’attesa è finita. L’ispettore Coliandro torna in tv… bestiale!

L’attesa è finita, dal 15 settembre torna in Tv l’Ispettore Coliandro. A indossare gli abiti del poliziotto più sfortunato, irriverente e leale delle fiction, personaggio creato da Carlo Lucarelli è ancora una volta Giampaolo Morelli. L’ottava serie prodotta e diretta dai Manetti Bros sarà composta da 4 episodi. Vedrà questa volta nel cast anche Kabir Bedi (Sandokan) nel secondo episodio, oltre a Paolo Sassanelli, Veronika Logan, Giuseppe Soleri, Alessandro Rossi, Massimiliano Bruno, Benedetta Cimatti, Caterina Silva e Luisella Notari.

Gli episodi sono stati girati a Bologna lo scorso anno. Gli appassionati dell’Ispettore Coliandro (in tv) possono rivedere tutte le serie su Rai Play, oppure leggere i libri di Lucarelli con il sovrintendente Coliandro (Nikita, Giorno dopo giorno e Il giorno del lupo).

Per chi poi è tanto tanto appassionato come lo sono io puà visitare Bologna seguendo i luoghi dove sono state girate alcune scene o andare a visitare (dall’esterno) la casa di Coliandro.

Il Club del Giallo dona altri libri alla biblioteca di Careggi

Piano piano stanno riprendendo le attività del Club del Giallo bloccate, per quanto riguarda la parte “di persona” dalle normative anti contagio. Tra gli appuntamenti che presto riprenderanno ci sarà anche il circolo di lettura, intanto abbiamo organizzato un “viaggio” di consegna libri alla biblioteca di Careggi. L’ospedale fiorentino, infatti, ha una biblioteca per i degenti e per i parenti di chi si trova a dover trascorrere periodi medio-lunghi nella struttura. Nei giorni scorsi la nostra socia e presidente del concorso Giallo fiorentino dedicato a Luca Bandini, Sonia Scartabelli ha consegnato uno scatolone di libri ad uno dei responsabili della biblioteca dell’ospedale. E’ la seconda consegna che effettuiamo come Club del Giallo all’ospedale di Careggi grazie anche alle donazioni di una nostra socia. Chi volesse donare libri al Club del Giallo può mettersi in contatto con noi inviando una mail a clubdelgiallo@gmail.com

Il Club del Giallo e la maratona di lettura: ci ha citato anche Soggetti Smarriti di Rai Radio Due

Eccoci qua. Nella torrida estate italiana cosa c’è di meglio di un libro da leggere? Leggerlo a voce alta! Sì, proprio così, oppure ascoltare Rai Radio Due la trasmissione Soggetti Smarriti con Marco Marzocca e Francesco Maria Vercillo. Se poi alla trasmissione in onda in questo periodo dalle 7.45 alle 10.30 si parla anche di libri, meglio, no? Ne ha parlato il social media manager Filippo Taddia e il suo Contest di lettura in meno di un minuto lanciato su Facebook. Fantastico! Chi mi conosce e conosce il Club del Giallo sa bene quanto piace anche a noi la lettura ad alta voce… e conosce le nostre maratone di lettura in presenza e da remoto e allora ho pensato di inviare un messaggio agli “amicetti” dei Soggetti Smarriti per informarli della nostra maratona di lettura e… hanno letto il messaggio!!! Il Club del Giallo è stato citato su Rai Radio Due, che bello! Grazie ai Soggetti Smarriti. Tra poco cari amici del Club partiranno altre iniziative anche di persona, abbiate ancora un poco di pazienza e presto torneremo… intanto cosa leggete questa estate? Raccontatecelo in 500 battute (spazi compresi) e con una foto del libro a: clubdelgiallo@gmail.com e pubblicheremo sul nostro blog.

 

Il giallo della valigia in una indagine del commissario Caronte

“La valigia lo stuzzicò più di ogni altro oggetto presente, e accese in lui quella caratteristica dell’intelletto umano, semplice e implacabile, che si chiama curiosità”.  Entra in scena il commissario Caronte in una nuova indagine. E’ il libro “Il giallo nella valigia di piazzale Lodi” di Alessandro Reali pubblicato per Fralli Frilli editori. 

Ersilia, una ragazza milanese bella e piena di vita, scompare nel nulla. Al commissario Caronte viene chiesto di indagare con particolare cautela: la giovane è lontana parente del prefetto. È l’estate del 1965. Pochi giorni prima i Beatles hanno suonato al Vigorelli: un concerto destinato a entrare nella leggenda. L’aria milanese è, al tempo stesso, torrida e frizzante, soprattutto tra i giovani studenti, sempre più ribelli alle regole di una società che considerano obsoleta, impegnati politicamente e attenti a quello che avviene nel mondo. Caronte, con il suo stile un po’ sopra le righe, dovrà misurarsi non solo con un’indagine che lo porterà a scoprire segreti di un passato recente e drammatico, che sembravano sepolti per sempre, ma anche con la mentalità e le decisioni dei suoi stessi superiori, in un momento storico politico sempre più carico di tensioni.